Puccio Oreste

Il mio piccolo Puccio Oreste è arrivato in famiglia in una fredda notte di gennaio.
Un batuffolo di pelo bianco e beige dagli occhi color zaffiro, correva per casa giocando con qualunque cosa trovasse interessante anche se questo voleva dire noi poveri esseri umani.
Con ciascun membro della famiglia aveva un rapporto unico, era compagno di giochi per me, fedele guardiano della notte per mia sorella e instancabile compagno di coccole per mia madre.

Correva e giocava tutto il giorno, pieno di vita rincorreva quelle farfalline che tanto gli piacevano e poi è successo tutto in un lampo, prima dormiva facendo le fusa sulla mia pancia e poi dormiva per sempre in giardino ucciso da una brutta caduta.
Ancora oggi a mesi di distanza controllo il divano prima di sedermi e sistemo le coperte prima di andare a dormire quasi come dovesse ancora venire a coricarsi.

Mi manca.

Ti vogliamo bene Puccino.

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