Lord Byron

Questa palla di pelo mi ha accompagnato per tutta la mia gioventù, dai 18 anni fino ai 33, senza mai in momento di aggressività e tristezza.
Aveva pochissimi mesi quando lo portammo a casa nel 1995, e fu una gioia! Avevo 17 anni e da quel momento non fu il gatto di mia madre o di mio padre, ma fu il mio gatto! L’ho pacioccato e curato per oltre 15 anni e pensavo di essere ormai pronto ad affrontare l’inevitabile. Ma a 33 anni, dopo tutta la gioventù passata con questo animale, è davvero inconcepibile pensare di doverlo lasciare.
Ma solo quando si raggiunge la fine si può comprendere quanto anche un piccolo animale sia capace di lasciare un segno enorme anche nelle persone più dure.
Non è come perdere una persona, è solo diverso, non più o meno doloroso. Ma nel mio gatto non c’era rancore, non c’era cattiveria, c’era solo amore e affetto incondizionato; mai in morso, mai un graffio. Non ho mai trovato e avuto un animale tanto buono con me, ed è impossibile non sentire il vuoto che lascerà.
Averlo visto spegnersi piano piano è come se anche una parte di me stesse morendo, ricordando ogni suo comportamento, ogni suo modo di accostarsi a me e di partecipare alla mia vita.
Incrociare il suo sguardo che mi cercava in ogni ultimo suo soffio di vita, incluso nel momento finale, quando sono stato presente ad accarezzarlo e a coccolarlo e a tranquillizzarlo non ha aiutato, ma ha reso la cosa più straziante, perché sono riuscito a comprendere quanto forte fosse il rapporto che ci ha legato, e quanto lui fosse dipendente da me…e quanta dolcezza portasse in me. E il suo cuoricino non voleva proprio smettere di battere. Byron, fortissimo gattone tutto muscoli, quanto già ci manchi, la casa è vuota senza di te, immobile, triste. Vedo la tua ombra in ogni luogo. Sei qui con me, sempre nei miei pensieri.

Mi rimangono e mi rimarranno sempre i ricordi: Byron abbarbiccato alle mie spalle o aggrappato alle gambe o a farmi agguati dagli alberi o sulla sedia dello studio o sopra il monitor del PC (o sopra il router annullando il segnale del wireless!) o dentro la 2×12 o sopra la tastiera o sul bracciolo del divano o sul comodino che mi guarda miagolando al mattino della domenica o dentro l’armadio tra la mia roba da sci puzzolente o nel cassetto delle calze o sullo schienale del divano mentre guardo la TV o allungato sopra il telefono o saltellante nel giardino mentre evita gli spruzzi d’acqua o spiattellato sul termosifone rovente sotto il davanzale o…ogni volta che tornavo a casa e lo trovavo sul vialetto a farsi fare “”pat pat”” sul muso per poi entrare in casa con me…o trovarlo sulla porta, o sulla spalliera del divano, ad accogliermi anche in piena notte con i suoi inarrestabili miagolii…sig…
La sua presenza mancherà per sempre in questa casa.

Io sono conscio di aver ricambiato il suo affetto ogni giorno che ho passato con lui, e non ho rimpianti, anche se certamente non l’ho saputo fare alla pari. Ma quante coccole e carezze ti ho dato e quanta pura dolcezza mi hai dato tu.
Per chi ama gli animali come ho sempre fatto io purtroppo non c’è consolazione. E prima o poi ci si trova a dover scegliere di portare una morte dolce.

In questi giorni muore una parte di me che se ne andrà con lui.

Ciao (Lord) Byron, rimarrai nel mio cuore. Per sempre.
1995 Jun – 2011 Mar 4th: tutta la mia gioventù.

Noi siamo il gatto che è in noi.
Siamo i gatti che non possono
camminare da soli, e per noi c’è
un posto soltanto.
William S. Burroughs

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