Duvdevan

Era con me da tre anni, dopo lo sfratto dalla sua ‘casa’ di fortuna, in una palazzina dismessa.
Vivace, affettuoso, indomito nelle sue scorribande notturne e nelle fughe di casa (salvo poi urlare come un pazzo per tornarci, quando aveva fame).
Improvvisamente le sue difese immunitare hanno ceduto al mostro della FIV che aveva arginato fino ad allora. In pochi giorni era diventato l’ombra di se stesso e non ho avuto cuore di vederlo così. L’ho fatto sedare in casa, così che l’ultimo suo ricordo fosse quello del suo ambiente, della casa che aveva finalmente trovato.

E adesso resto con un vuoto enorme nel cuore.

Salva

Contenuti correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*