Blanche

Addio, piccolissima Blanche!
Due mesi fa mi hai lasciato anche tu, e senza nemmeno la consolazione di un’ultima carezza.
Hai avuto tanti guai nei tuoi undici anni di vita: a qualcuno siamo riusciti a rimediare, ma purtroppo nessuno degli specialisti consultati ha potuto fare qualcosa per calmare quel ritmo frenetico che ti bruciava dentro, che faceva battere all’impazzata il tuo minuscolo cuore e ti costringeva a vivere senza godere la vita.

Ma io non voglio pensare a quell’ultimo periodo, voglio ricordarti e portarti nel mio cuore bella come quando ti ho incontrata: principessa un po’ schiva, che con i tuoi occhi di smeraldo mi chiedevi, da una gabbia di Mondo Gatto, di scegliere te.
Sicuramente adesso sei bella come allora, e hai raggiunto Nelson sulla stella, hai ritrovato il tuo inseparabile compagno di coccole invernali e di lotte notturne. L’hai aspettato per quasi un anno, tutte le sere al buio, a fissare la porta di casa… Poi hai capito, e allora sei andata tu da lui.
Io pensavo che non avrei più potuto dare a nessun altro il bene che avevo riversato su voi due. Perciò che senso avrebbe avuto prendere un’altra creatura bisognosa d’amore?
Il senso credo di averlo trovato ripensando ad una frase di Gabriel Garcia Marquez: “”Il cuore ha più stanze di un casino.”” Anche se a voi spetterà di diritto il posto più bello, ci sarà sicuramente un micio ben contento di aver trovato un rifugio tiepido ed una mano affettuosa ad accarezzarlo.
Mi sembra già di vedervi quando, tra non molto, seduti su una punta della stella, guarderete giù verso la terra, e Nelson ti metterà una zampa sulla spalla, ti darà una leccatina e ti dirà con l’aria di chi la sa lunga: “Che cosa ti avevo detto, Bla’? La mamma ne ha preso un altro!”

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